OCCUPANTE: Eh, non ce lo dica a noi che siamo costretti a occupare edifici vuoti per farne le nostre case. Siamo quelli “afflitti dall’affitto”, siamo il frutto della mancanza di case popolari, delle migliaia di sfratti che si consumano nella città e della vendita delle case degli enti. Di fronte a questa emergenza sociale lei non dovrebbe parlare di sgomberi ma, dopo mesi, dovrebbe cominciare a parlare di case, di come e dove costruirle e poi assegnarle.
ASSESSORE: «In passato le occupazioni sono state tollerate con il risultato di produrre una spirale negativa che spesso si è trasformata in una guerra tra poveri. Penso alle case popolari occupate da chi non ne ha diritto».
OCCUPANTE: No, mi scusi, non confondiamo. Noi non occupiamo mai case popolari destinate ad altri, semmai facciamo battaglie per ottenerne sempre di più perché non bastano mai.
ASSESSORE: «Non c’è spazio per eventuali sanatorie, gli occupanti del Regina Elena dovranno lasciare lo stabile».
OCCUPANTE: Eh no, mio caro Assessore. Noi lo stabile di cui parla lei non lo lasciamo. E neanche gli altri! L’ospedale era chiuso da anni e non ci sono i soldi e la volontà di ripararlo (pensate piuttosto a non chiudere quelli ancora funzionanti!!!!). Il Regina Elena è diventato la casa di 300 famiglie che non ce l’avevano e da li non ce ne andremo finché non ci darete le case!»
ASSESSORE: «Costruiremo 25mila nuovi alloggi entro la fine del mandato».
OCCUPANTE: Eh si, questo l’aveva detto anche il suo predecessore e anche il predecessore del predecessore! E se non avessimo occupato staremmo ancora sotto le stelle….ma, per curiosità, come vorrebbe fare questo miracolo?
ASSESSORE: «I proprietari delle aree che noi destineremo all’edilizia popolare o all’housing sociale le potranno cedere al Comune ricevendo, in cambio, percentuali di cubatura. Naturalmente dopo aver individuato il corretto modulo compensativo».
OCCUPANTE: Io non sono molto pratica ma lei sta dicendo che, dopo aver contestato il piano regolatore in campagna elettorale, vi preparate a scavalcarlo lasciano spazio a ulteriori abusi e cementificazioni selvagge. Già avevamo contestato il Piano regolatore di Veltroni, allo stesso modo contesteremo questa schifosa speculazione che continua a regalare concessioni e cubature edilizie ai soliti costruttori padroni della città. Voi dovete lavorare sulle aree di edilizia popolare già previste, sui piani di zona e soprattutto lavorare al recupero del patrimonio esistente lasciato largamente inutilizzato.
ASSESSORE: «Rispetteremo categoricamente le graduatorie».
OCCUPANTE: Ci mancherebbe! Le graduatorie riguardano però solo gli sfrattati mentre lei dovrebbe sapere che la precarietà abitativa di questa città è molto più ampia: ci sono giovani precari, ci sono gli immigrati con lavori da due spicci, ci sono le famiglie monoreddito e gli anziani con la pensione minima. Il social housing che dice lei va bene solo per chi potrebbe fare un mutuo ma non lo fa per questi interessi da sciacalli e ovviamente va benissimo ai costruttori che vendono altre case grazie ai soldi pubblici invece di abbassare semplicemente i prezzi.
ASSESSORE: «Gli strumenti a nostra disposizione sono quelli che sono ma risolveremo il problema delle occupazioni».
OCCUPANTE: Bene assessore, bene. Vedo che ci siamo capiti. Anche perché è delle nostre vite che stiamo parlando e non molliamo. Quello che vogliamo oggi è la garanzia di un diritto all’abitare per tutti. Cominciate con la riapertura delle assegnazioni popolari a Ponte di Nona che la nuova giunta tiene bloccate da mesi….
Coordinamento Cittadino lotta per la Casa + Comitato Obiettivo Casa
Questo “dialogo” è stato stampato e distribuito dai movimenti il giorno dell’occupazione dell’assessorato alla casa. La domanda che ci viene è: ma fra i due interlocutori, in un vero dialogo-dibattito, chi “vincerebbe”?
