di Ylenia Sina e Francesco D’Amore
«Non ho mai visto tante automobili parcheggiate fuori dal campo nomadi del Casilino 900. Qualche muro oggi è stato abbattuto» afferma una ragazza rom mentre osserva le decine di romani entrare nel suo “quartiere”. Questo l’intento di “Quando cadono i muri”, iniziativa organizzata dalla facoltà d’architettura di Roma Tre e dall’associazione culturale Stalker/Osservatorio Nomade che domenica pomeriggio ha portato sul palco, insieme alle chitarre e alle fisarmoniche manouche, diversi artisti tra cui i Tête de Bois, Andrea Rivera, Francesco di Giacomo e Ulderico Pesce.
«Il nostro obbiettivo era quello di portare il quartiere dentro al campo per far capire che anche questo ne è parte intergante» spiega Edona, studentessa d’architettura della facoltà di Roma Tre, mentre mostra un canale dove è stata convogliata l’acqua piovana. « In una settimana abbiamo cercato di instaurare una relazione con tutte le famiglie del campo, allestendo spazi per l’iniziativa, riuscendo a trovare punti sui quali costruire una collaborazione».
Francesco Carreri, docente di Roma Tre e responsabile del progetto, spiega che «prima di qualsiasi trasferimento del campo da via Casilina è necessario un processo di integrazione della popolazione nomade con quella del quartiere che ospiterà il nuovo insediamento. Continua a leggere ‘“Quando cadono i muri”: festa di quartiere a Casilino 900′



*Detenute del carcere di Rebibbia