Rimosso il Prefetto. Lasciamo ad altri l’analisi politica di questa decisione. Certo, sappiamo che Alemanno più volte ha manifestato al suo Governo il proprio disappunto sull’assenza di “partecipazione” del Prefetto Mosca ai provvedimenti comunali, come nel caso delle ordinanze contro le prostitute, i venditori ambulanti, con la cosiddetta ordinanza antiborsoni e, soprattutto, sul mancato uso delle forze dell’ordine per il censimento dei Rom e per gli sgomberi dei campi nomadi. Se a questo aggiungiamo i diversi incontri in prefettura fra Carlo Mosca e la Rete cittadina per il diritto all’abitare e il fatto di non aver mai trasformato l’emergenza casa e le occupazioni da un problema sociale a un problema di ordine pubblico, non fornendo, così, appigli a quanti dalla destra capitolina volevano sgomberi immediati delle occupazioni, è chiaro il motivo per cui Alemanno si sia impegnato a salutare l’arrivo del nuovo prefetto, Giuseppe Pecoraro, ma si sia “dimenticato” di ringraziare per il lavoro svolto il Prefetto uscente.
«Ci mancherà» il commento dei senza casa, degli occupanti, dei movimenti. Per questo giovedi AS.I.A. RdB e i Blocchi Precari Metropolitani, per manifestare la propria solidarietà a una persona che si è sempre «schierata dalla parte dei più deboli» ha comunque iniziato il corteo che li avrebbe portati in Campidoglio insieme ad Action, che intanto arrivava dal Colosseo, per il consiglio comunale straordinario sulla casa proprio da Piazza Santi Apostoli. E nel giorno del suo trasferimento verso il Consiglio di Stato Mosca ha comunque ricevuto a Palazzo Valentini una delegazione degli inquilini Enasarco che chiedono l’apertura di un tavolo di trattative con la proprietà, che sta cartolarizzando migliaia di appartamenti a Roma.
Dall’Aula Giulio Cesare intanto il Comune parlava di censimento delle presenza nei residence, della realizzazione di centri di accoglienza temporanei, e di alienazione del patrimonio immobiliare comunale, con 8mila alloggi da vendere e un investimento di 500 milioni di euro da gennaio 2009 per permettere, in tre anni, la costruzione di un numero di case sufficiente a esaurire le richiesta di coloro che sono in graduatoria con dieci punti». Parlano Antoniozzi, assessore alla Casa, e Corsini, assessore all’Urbanistica. I movimenti ascoltano. E intanto accendono i fari sulla realtà che, in Campidoglio, raramente è stata chiamata in causa, visto che più volte Alemanno ha fatto riferimento a un comportamento “etico” da parte dei palazzinari. Si sarà accorto l’assessore Antoniozzi che la sua “casa politica” è da quattro giorni occupata da 27 famiglie di via Sorel rimaste fuori dall’assegnazione? Probabilmente si, visto che al termine del consiglio comunale li ha incontrati, rimandando all’incontro “ufficiale” di giovedì prossimo con il sindaco. Per questo gli occupanti hanno deciso di proseguire «a oltranza l’occupazione dell’assessorato alla Casa. Non è infatti accettabile che un provvedimento di assegnazione già deliberato venga ancora messo in discussione». E’ per questo che le famiglie hanno inviato una diffida e messa in mora nei confronti del direttore delle Politiche abitative del comune di Roma, e per conoscenza al sindaco e all’assessore alla Casa e al Patrimonio, che ha per oggetto il bando pubblico speciale e l’assegnazione alloggi Erp via Sorel n. 6, ex Istituto Giorgi. L’avvocatura del comune di Roma ne sta in questo momento vagliando il contenuto» spiegano da RdB-CUB. « Se alle famiglie non sarà garantito il diritto acquisito a un alloggio popolare, oltre a proseguire le iniziative di lotta daranno mandato al loro legale di predisporre il ricorso al Tar». E non è tutto, perché in questa emergenza non si risparmia nemmeno la Regione: ieri mattina gli inquilini di via Pincherle e viale dei Colli Portuensi hanno manifestato presso la sede di Sviluppo Lazio, in via Bellini, perché «sessanta inquilini di via Pincherle e cinque di viale Colli Portuensi hanno deciso di acquistare l’alloggio messo in vendita nelle rispettive dismissioni, utilizzando il fondo agevolato rotativo deliberato dalla regione Lazio nell’agosto 2008. Questo importante atto amministrativo regionale rischia di essere vanificato dalla mancata convenzione tra Sviluppo Lazio, società cui la regione ha affidato la definizione degli accordi con le banche, e gli istituti di credito». Lo stesso fondo serve anche per permettere all’Ater di acquistare l’invenduto, per cui a rischiare non sono solo coloro che acquistano e che possono farlo grazie al mutuo agevolato della regione Lazio, ma anche coloro che non potendo comprare avevano visto l’opportunità di rimanere in affitto come inquilini Ater.
In seguito all’iniziativa, gli inquilini e AS.I.A. RdB sono stati ricevuti dal direttore generale di Sviluppo Lazio. «Chiediamo alla Fata assicurazioni, proprietaria degli alloggi di via Pincherle, di procrastinare la data ultimativa del 30 novembre 2008 per effettuare i rogiti» e, ritenendo «inaccettabili le lentezze operative di Sviluppo Lazio, all’amministrazione regionale di farsi garante di questo processo con le banche al fine di accelerare i procedimenti». Infine un messaggio all’assessore Di Carlo che deve comprendere come «questi ‘contrattempi’ potevano essere previsti ed evitati perché rischiano di penalizzare l’importante cambio di passo nelle politiche abitative regionali.

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