Ieri durante la seduta del Consiglio Comunale di Roma un gruppo di militanti del partito dei Carc della Sezione Antonio Gramsci di Roma ha fatto irruzione in Campidoglio per denunciare la riabilitazione del fascismo favorita dalla giunta del sindaco Alemanno «che da mesi sostiene, promuove e incentiva l’apertura di covi fascisti nella nostra città, mentre si moltiplicano le aggressioni a militanti antifascisti, a sedi e centri sociali, si militarizza il territorio, si incentiva la caccia all’immigrato». L’azione ha avuto anche l’obbiettivo di denunciare il tentativo del governo italiano di far passare una proposta di legge (1360) che istituendo l’Ordine del tricolore intende parificare i criminali repubblichini ai partigiani. Durante l’interruzione del Consiglio è stato chiesto di discutere e approvare una mozione di ordine di condanna della riabilitazione del fascismo e del disegno di legge 1360 attualmente in discussione in Parlamento. Come si legge nella proposta di legge l’onoreficenza sarà conferita (art.2 ) «a coloro che hanno prestato servizio militare per almeno sei mesi, anche a più riprese, in zona di operazioni, nelle Forze armate italiane durante la guerra 1940-1945 e che siano invalidi; a coloro che hanno fatto parte delle formazioni armate partigiane o gappiste, regolarmente inquadrate nelle formazioni dipendenti dal Corpo volontari della libertà, oppure delle formazioni che facevano riferimento alla Repubblica sociale italiana». Durante l’irruzione sono state distribuite 100 copie del volantino “No alla riabilitazione del Fascismo” e sono stati esposti alcuni striscioni inneggianti alla Resistenza. «Il sindaco Alemanno era assente e il fascista Storace si è alzato chiedendo di fare sgomberare l’aula dai comunisti, infastidito dagli slogan antifascisti». Prima di essere allontanati dai numerosi vigili urbani presenti in aula «abbiamo raccolto la simpatia e l’appoggio di alcune signore del movimento di lotta per la casa, presenti in sala, che hanno sostenuto la nostra iniziativa, e la solidarietà del consigliere comunale della Sinistra Arcobaleno Andrea Alzetta, voce del movimento di lotta per la casa e dei diritti sociali, all’interno del Consiglio. Crediamo che questa iniziativa, da noi anticipata pubblicamente alla affollata assemblea popolare antifascista promossa dall’ANPI lo scorso 7 febbraio al Teatro Italia a Roma, vada ripresa non solo nel consiglio comunale dove siede una maggioranza fascista e razzista ma estesa anche agli altri municipi. Dobbiamo far prendere posizione ai consigli elettivi municipali contro la riabilitazione del fascismo con mozioni d’ordine, interventi, puntare alla mobilitazione delle masse popolari. In sintesi proponiamo e con queste iniziative vogliamo mettere in campo concretamente Comitati Popolari di Controllo e denuncia dell’attività della pubblica amministrazione. Infine oggi abbiamo anche voluto concretamente raccogliere l’appello delle Madri per Roma città aperta in cui si chiedeva esplicitamente ai partiti, alle associazioni alle organizzazioni sindacali, ai sinceri democratici di intervenire presso i consigli elettivi per denunciare l’apertura di covi fascisti e il sostegno che la politica offre loro».