di Daniele Nalbone
da Liberazione del 14 Febbraio 2009
Precettato lo sciopero dei lavoratori del consorzio Ri.Rei. del centro di via Sbricoli a Roma. «Continuano gli attacchi contro gli operatori delle residenze sanitario-assistenziali ex Anni Verdi che non si allineano alla malagestione del Consorzio» commenta Pio Congi di RdB. «La precettazione si è abbattuta sui lavoratori nella tarda serata di giovedì contro tutte le norme sindacali e dietro minaccia di licenziamento». Per questo gli operatori degli altri cinque centri del consorzio Ri.Rei. della provincia che hanno scioperato ieri hanno deciso di andare a portare la propria solidarietà ai colleghi manifestando fuori dal centro di via Sbricoli.
Le vessazioni agli operatori della ex Anni Verdi vanno avanti, ormai, da oltre due anni: in alcuni casi si tratta di vero e proprio mobbing, in altri di “semplici” ricatti contro chi non accetta di far parte di un sistema «marcio, per non dire delinquenziale». Nel mese di luglio del 2006, con ordinanza dell’allora prefetto di Roma, Achille Serra, viene commissariata la gestione della Anni Verdi, che si occupava di riabilitazione e reinserimento di portatori di handicap, fisici e mentali. Per due mesi gli operatori autogestiscono il servizio finché, a fine settembre, la Unisan, la Osa e la Nuova Sair si uniscono nel consorzio Ri.Rei. «Da lì iniziano i veri problemi» spiega Congi: «Gli stipendi tardano ad arrivare, il servizio è sempre più scadente a causa della malagestione del consorzio. A farne le spese sono i malati e gli operatori che hanno sempre più difficoltà nel portare avanti il proprio lavoro». Per non parlare della situazione in cui versano i centri: porte scardinate, mattonelle divelte, monitor di sorveglianza rotti, assenza del servizio catering, lenzuola e federe che mancano. Impossibile lavorare. Come non bastasse, gli operatori vengono pressati dall’alto a firmare prestazioni in realtà mai effettuate: «L’ultimo caso» denuncia un’educatrice «riguarda dei ragazzi che per gravi problemi mentali non possono effettuare terapie educazionali. Ebbene, i direttori dei centri vorrebbero che noi firmassimo di aver comunque svolto la terapia in modo da incassare i soldi pubblici per le prestazioni svolte». Inaccettabile. «Il presidente Marrazzo, nella sua veste di commissario per l’attuazione del piano regionale di rientro dal deficit sanitario, dovrebbe chiarire i motivi che impediscono la reinternalizzazione dei servizi ex Anni Verdi alle Asl» denuncia il consigliere regionale Ivano Peduzzi (Prc) «e spiegare come mai, nonostante la richiesta degli operatori e dei familiari degli utenti di non procedere all’accreditamento del Consorzio Ri.Rei., la Regione non abbia ancora provveduto a interrompere la gestione dei servizi che doveva essere “temporanea” e invece si protrae da oltre due anni». Intanto gli operatori devono ancora incassare gli stipendi di dicembre e gennaio, oltre che il 50% della tredicesima, mentre chi effettua, per conto del Consorzio, prestazioni domiciliari deve ancora ricevere quattro mensilità. «E’ palese il fallimento della gestione “provvisoria” di Ri.Rei.» conclude Laura Bielli di RdB. «Ora è giunto il momento di aprire una vertenza regionale per la reinternalizzazione dei servizi sanitari che sono in mano ai privati. Nei prossimi giorni, con Cobas e Sdl, daremo vita a una mobilitazione per chiedere di porre fine a queste gestioni che riescono a produrre solo disservizio, disagio e precarietà». Con i soldi pubblici…
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W LA RI.REI, LA REGIONE LAXIO, MONTINO, MARRAZZO E QUANTI ALTRI DEL COMPARTO SANITà…SONO TUTTI COLLUSI E CI SFRUTTANO PER AVERE PIU’ SOLDI POSSIBILE……..tanto dovranno passarci sopra con i carri armati e i panzer… perchè noi lavoratori non molliamo