Dalle 15, per più di due ore, oltre cento inquilini di via Pincherle 153/169 hanno manifestato davanti a palazzo Valentini per chiedere al Prefetto di Roma di svolgere un ruolo di garanzia nella trattativa tra Regione Lazio e Area Mestre/Giacomazzi sul futuro dei 116 appartamenti messi in vendita e non optati al momento della cartolarizzazione di Fata Assicurazioni. Una delegazione di inquilini, insieme all’AS.I.A. RdB, è stata ricevuta dalla dottoressa Vaccaro, già precedentemente a conoscenza della situazione, che si è fatta carico di riferire al Prefetto dell’incontro questa sera e si è impegnata a portare la questione di via Pincherle al tavolo sull’emergenza abitativa che si riunirà in Prefettura il 18 febbraio e ad approfondire con il comune di Roma la possibilità di costruire una sinergia istituzionale utile a portare nuovamente su un tavolo Area Mestre e Giacomazzi.
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emergenza abitativa: bloccato sfratto in vi municipio. domani presidio in via monte fumaiolo
Questa mattina una mobilitazione dei Blocchi Precari Metropolitani e di AS.I.A. RdB ha impedito lo sfratto di una famiglia di tre persone in via G. Di Vittorio 15, riuscendo a strappare un rinvio al 24 marzo.
L’ennesimo sfratto per morosità a Roma, mentre è in corso una crisi economica che colpisce milioni di persone.
Un mese fa, sempre nel Municipio VI, era toccato a una mamma che ha perso il lavoro e alla sua bambina, che insieme ad altri sfrattati hanno occupato uno stabile in via Argentina Altobelli e attendono risposte da parte delle amministrazioni. Domani, numerosi attenderemo l’ufficiale giudiziario e la forza pubblica in via Monte Fumaiolo 30, per difendere un’altra famiglia che non riesce più a sostenere il costo dell’affitto.
Riteniamo inaccettabile sbattere per la strada persone che non riescono a sostenere il costo degli affitti senza prima predisporre misure in grado di garantire il passaggio da casa a casa; attaccare le occupazioni in nome di una legalità sempre a senso unico visto che il Comune di Roma non da risposte all’emergenza abitativa; disegnare politiche abitative funzionali a rispondere alle esigenze del mercato, dei costruttori e degli speculatori immobiliari invece che a garantire il diritto alla casa. Continua a leggere ‘emergenza abitativa: bloccato sfratto in vi municipio. domani presidio in via monte fumaiolo’
Secondo giorno di presidio degli abitanti di via Leonardi 130 per garantire la vigilanza notturna all’area del palazzo di Cinecittà andato a fuoco il 27 ottobre 2008. Da tre giorni la questura di Roma non garantisce più la sorveglianza all’area dello stabile di via Leonardi 130, il palazzo andato a fuoco circa quattro mesi fa in zona Cinecittà e ancora inagibile, nonostante non sia ancora finita l’emergenza per cui era stata disposta la vigilanza e il presidio antisciacallaggio dopo il 27 ottobre. Questa scelta appare incomprensibile e ingiustificata. Chiediamo al Sindaco e ai responsabili delle forze dell’ordine di ripristinare con urgenza il servizio e assicurare la sorveglianza dello stabile. Gli abitanti di via Leonardi sono già esasperati per il fatto che dopo circa quattro mesi dall’incendio non siano ancora cominciati i lavori di ristrutturazione e siano ancora costretti ad abitare presso gli alberghi messi a disposizione dall’emergenza abitativa del Comune di Roma. Continua a leggere ‘cinecittà est: sorveglianza “fai da te” per il palazzo incendiato a ottobre’
Questa mattina la rete dei Movimenti per il Diritto all’Abitare ha occupato la sede dell’ANCI, per far si che i comuni si sveglino e si pongano contro il piano casa del governo che non prevede fondi pubblici per l’emergenza abitativa. Segue il testo del volantino distribuito.
CARI SINDACI, CHI TACE ACCONSENTE
C’è un metodo consolidato in campo edilizio: si chiede il permesso di costruire, si aspetta un mese e se non ci sono risposte negative, si iniziano i lavori. Una cosa simile sta avvenendo con il Piano casa nazionale, già votato in Senato. Il “piano” non prevede finanziamenti pubblici e punta tutto sul capitale privato per realizzare alloggi in “housing sociale”.
I sindaci, soprattutto quelli delle grandi aree metropolitane, sanno benissimo che l’emergenza abitativa non si può affrontare senza un nuovo intervento pubblico. Conoscono sicuramente il grado di rischio a cui vanno incontro gli inquilini alle prese con le dismissioni, con gli sfratti, con il caro affitti, con l’insostenibilità dei mutui. Sono al corrente dei numeri delle graduatorie di attesa per un alloggio popolare e di come la precarietà abitativa coinvolge settori sociali sempre più ampi: giovani, single, migranti. E infine sono consapevoli del fatto che par sanare i bilanci si continua a dismettere, pardon “valorizzare”, patrimonio pubblico. Eppure, preferiscono tacere!
Si avvalgono proprio della prerogativa del silenzio-assenso tanto in voga negli uffici tecnici di tante amministrazioni locali. Un meccanismo che spesso ha premiato la speculazione e la rendita, il consumo di suolo e l’abusivismo edilizio. Il sindaco Alemanno ha sostituito Veltroni in Campidoglio promettendo una nuova stagione per il diritto alla casa e la lotta alla rendita, ma rimane in silenzio davanti a questo Piano casa nazionale. E gli altri sindaci, non hanno niente da dire? Continua a leggere ‘I MOVIMENTI PER IL DIRITTO ALL’ABITARE OCCUPANO LA SEDE DELL’ANCI’
«Un massacro sociale». Così Roberta, presidente del Comitato Inquilini di via Pincherle definisce l’operazione immobiliare che la Giacomazzi, per mezzo di Area Mestre Srl, sta portando avanti sugli immobili inoptati dagli inquilini. «La nuova proprietà non ha mai avuto la volontà di salvare le persone che vivono in quelle case anche da quaranta anni e che da sei giorni stanno portando avanti uno sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla nostra situazione. Mi chiedo perchè la Giacomazzi abbia ascoltato le proposte dell’Ater, tramite l’impegno dell’assessore Di Carlo, quando aveva già deciso che il futuro di quegli alloggi sarebbe stato di finire nelle mani di privati. Qui non è stata presa in giro solo la povera gente ma le istituzioni: è la dimostrazione che non c’è legge che possa impedire agli speculatori, in questo paese, di fare liberamente i loro interessi. Via Pincherle e via dei Colli Portuensi non sono altro che l’inizio di un massacro sociale. Tutto ciò è umiliante».
La risposta della Giacomazzi Immobiliare/Area Mestre alla proposta d’acquisto della Regione Lazio per gli alloggi non opzionati di via Pincherle 153/169 è arrivata ed è negativa.
Le motivazioni a sostegno del rifiuto appaiono solo parzialmente legate alla proposta economica avanzata dall’Ater per conto dell’assessore regionale alla Casa Di Carlo. Anzi appare evidente che già dal 22 dicembre 2008, data della cessione degli appartamenti invenduti da Fata Assicurazioni del gruppo Generali alla società di trading immobiliare Giacomazzi, la nuova proprietà mentre trattava con la Regione Lazio e con l’Ater aveva in mente altro. Aveva in realtà già deciso di vincolare a un terzo acquirente porzioni dell’immobile appena acquistato.
La risposta arrivata negli uffici dell’assessorato porta con sé un segno di irresponsabilità evidente. In una città con un’emergenza abitativa sulla soglia del disastro e con più di 30mila inquilini a rischio tra dismissioni e sfratti, rispedire al mittente la proposta di acquisto regionale senza nemmeno provare a discuterla trasforma un’operazione immobiliare in un crimine sociale.
La volontà espressa di non voler vendere in blocco, sapendo che gli inquilini rimasti non possono acquistare (altrimenti l’avrebbero già fatto), getta inoltre ombre inquietanti all’orizzonte, soprattutto per la vicinanza dell’Università Roma Tre. Forse Giacomazzi sta già contattando chi gli procaccerà studenti in grado di portare molti più guadagni di chi vive in questi alloggi da oltre quarant’anni. Continua a leggere ‘VIA PINCHERLE: QUANDO UN’OPERAZIONE IMMOBILIARE DIVENTA UN CRIMINE SOCIALE’
La settimana scorsa il Municipio VI ha approvato un ordine del giorno proposto dalla maggioranza di centrosinistra che ha come oggetto centrale la richiesta di “sgombero” dell’edificio occupato di Via Argentina Altobelli 34.
Fino ad oggi non si era reputato necessario farlo, nonostante all’interno dello stabile ci fossero ormai ‘occupanti’ senza titolo. Due pesi e due misure, tolleranza nei confronti dei precedenti occupanti e fastidio verso chi è stato costretto a farlo per necessità, come le famiglie sfrattate che ora risiedono in Via Altobelli.
Probabilmente ci sono due modi di occupare spazi. Uno legittimo e uno meno. Quale sarà quello giusto? Lo verificheremo osservando ciò che accadrà nei prossimi giorni.
Per tornare all’odg ci sembra che contenga una contraddizione evidente. Nelle premesse afferma che lo stabile deve essere utilizzato come emergenza abitativa, e poi quando questa si manifesta all’interno dell’edificio e lo fa in carne ed ossa si chiede alle famiglie di uscire. Leggendo bene l’odg capiamo perché: si parla di servizi di supporto e non di accoglienza, di ospitalità, di garanzia del passaggio da casa a casa come invece chiedono gli sfrattati del VI municipio. Continua a leggere ‘municipio vi: da via altobelli a via di vittorio la resitenza continua…’
Prosegue la protesta degli inquilini di via Pincherle 153/169, in sciopero della fame da cinque giorni.Sabato sera un’altra inquilina settantenne ha accusato un malore mentre si trovava al gazebo allestito davanti alle palazzine messe in vendita. A Dina, visitata dal medico curante, è stato consigliato di interrompere lo sciopero della fame. Intanto Giulia, la signora diabetica accompagnata al CTO per accertamenti venerdì scorso, ha ripreso a non mangiare.Mercoledì gli inquilini terranno un’assemblea nello spazio ‘sottratto’ alla proprietà e utilizzato da Gabetti per le vendite per preparare una mobilitazione in Prefettura il prossimo 13 febbraio.Gli inquilini consegneranno al Prefetto le firme raccolte in loro sostegno (in meno di una settimana sono già 1500) e gli chiederanno di svolgere una funzione di garanzia nella trattativa in corso tra ATER e Area Mestre, accelerandone una conclusione positiva per gli inquilini.
gli inqulini di via pincherle non si arrendono: «resiteremo un minuto di più di area mestre!»

di Ylenia Sina
«La mia lotta continua» dichiara decisa Giulia Ciardi, 71 anni e affetta da diabete: è decisa a continuare lo sciopero della fame iniziato il 5 febbraio nonostante il malore avuto dopo 40 ore di digiuno. Non è voluta mancare all’assemblea pubblica davanti al gazebo permanente di via Pincherle 167 dove da lunedì si raccolgono firme in solidarietà del Comitato Inquilini. «Sono arrabbiata e terrorizzata!» racconta «vivo con la pensione di reversibilità di mio marito, 550 euro mensili: se mi cacciano da casa mia non saprei proprio dove andare». Continuano le mobilitazioni degli inquilini di via Pincherle 153-169 sostenute ieri pomeriggio dalla solidarietà di alcuni rappresentanti delle istituzioni che, durante l’assemblea pubblica, hanno assicurato il loro impegno per impedire che gli inquilini degli appartamenti venduti ad Area Mestre rimangano nelle mani di speculatori privati. Continua a leggere ‘gli inqulini di via pincherle non si arrendono: «resiteremo un minuto di più di area mestre!»’