LIBERAROMA

Roma capovolta: l’informazione dal basso…

Torniamo a Montecitorio per difendere la Costituzione

Da questa sera fino a tutta la giornata di domani sarà presidio continuo di fronte alla sede del Parlamento contro chi vuole mettere il bavaglio alla rete

di Vittorio Bonanni

A Berlusconi e compagni fa paura anche la rete, che, come è noto, non mette confini alla libertà d’informazione e inquieta più di un regime totalitario nel pianeta. Così nel ddl di legge sulle intercettazioni telefoniche è previsto per i blogger l’obbligo di rettifica entro 48 senza fare alcuna distinzione fra l’informazione professionale e quella amatoriale, che dovrebbe essere soggetta a ben altre regole. Così da stasera fino a tutta la giornata di domani, quando alle ore 16 questo punto sarà in discussione, davanti a Montecitorio ci sarà un presidio continuo, che non guarderà certo le lancette dell’orologio e che seguirà di poche ore quello organizzato dalla Cgil contro i tagli previsti dalla manovra finanziaria.

Tante le realtà mobilitate in questi due giorni. Dal Popolo Viola, che afferma l’esigenza di “non far abbassare la guardia su queste importanti tematiche che riguardano la popolazione tutta e sulle quali il governo spera di chiudere la partita proprio a ridosso delle vacanze estive, quando molti italiani sono già partiti per le ferie”, all’Arci, che pur apprezzando “quei risultati positivi ottenuti grazie alla grande mobilitazione contro il provvedimento considera ancora molti gli elementi da cambiare: ad esempio, l’obbligo di rettifica entro 48 ore per i blog e le limitazioni per l’attività di indagine dei magistrati e delle forze dell’ordine” fino alla Fnsi e al Comitato per la libertà e il diritto all’informazione, sempre in prima linea nella battaglia contro tutti gli aspetti di una normativa finalizzata a cancellare di fatto il diritto all’informazione previsto dall’articolo 21 della Costituzione, punto della nostra massima legge che dà il nome all’associazione presieduta da Giuseppe Giulietti e Stefano Corradino, anch’essa presente in forze al sit.in.

“Ci saremo perché nel testo permangono norme gravissime contro l’esercizio della legalità – hanno detto i due giornalisti – ci saremo perché sono state introdotte norme a tutela della P3; ci saremo perché si vogliono mettere le mani sulla rete, sui siti e sui blog. Ci saremo perché decine e decine di testate e di radio rischiano di scomparire per l’aumento delle tariffe postali e per i tagli operati dalla finanziaria. Ci saremo perché l’articolo 21 della Costituzione può vivere soltanto se vive tutta la Costituzione”.
Articolo 21 da questa sera raccoglierà tutte le adesioni presso il proprio sito www.articolo21.org.

Intanto la commissione Giustizia della Camera ha approvato l’emendamento presentato dal governo al decreto intercettazioni che prevede sostanzialmente la possibilità di pubblicare le intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini. La proposta di modifica del governo è passata anche con i voti dell’opposizione, ad eccezione dell’Idv, che ha votato contro. Un passo avanti nella difesa della Costituzione appunto anche se, precisa la Fnsi, restano aperte le questioni della durata del “filtro”, strumento di equilibrio fra il diritto alla riservatezza, il diritto-dovere di informare e il diritto dei cittadini a conoscere le vicende di rilevanza pubblica, e della pubblicazione per riassunto che va eliminato a garanzia del diritto di cronaca. E’ ancora presto per cantare vittoria su tutti i fronti, ma non c’è dubbio che l’Italia, quella democratica e nemica di ogni arretramento sui temi della libertà e dei diritti, ha dimostrato che si può mettere in un angolo chi pensava di avere un Paese a sua disposizione.

Written by Redazione

luglio 28, 2010 a 5:11 PM

Pubblicato su informazione, Uncategorized

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