LIBERAROMA

Roma capovolta: l’informazione dal basso…

Archive for the ‘diritti negati’ Category

Trent’anni di campi per i rom a Roma

di Ulderico Daniele

da rebusmagazine

Parlare di rom a Roma significa parlare innanzitutto di campi sosta. A differenza di altre città italiane, la stragrande maggioranza dei rom romani si trova a vivere ormai da 30 anni in questi spazi, tanto che in alcuni dei campi possiamo trovare addirittura bambini e ragazzi i cui genitori sono nati fra i container e le roulotte forniti dal comune di Roma. Inoltre i campi sono il centro di tutti gli interventi realizzati dalle diverse amministrazioni comunali, sia gli interventi sociali destinati ai rom, sia la gestione e il controllo delle presenze, realizzato attraverso lo sgombero e la ricollocazione degli insediamenti.

Nati all’inizio degli anni ’80 con l’idea di sanare gli insediamenti spontanei dei rom attraverso il rilascio di una autorizzazione alla sosta, i campi sono al centro della legislazione regionale degli anni ’80 e poi dei diversi piani d’intervento emanati dalle amministrazioni comunali a partire da quella di Rutelli. In questi anni i campi hanno più volte mutato denominazione, fino a divenire “villaggi della solidarietà” nell’ultima versione promossa da Walter Veltroni e ripresa da Gianni Alemanno, rimanendo comunque l’elemento centrale delle politiche locali e il principale luogo di visibilità per l’opinione pubblica. Leggi il seguito di questo post »

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Written by Redazione

aprile 13, 2011 at 4:35 pm

Pubblicato su diritti negati, rom

“Il lavoro rende liberi” i 205 eritrei. L’insegna di Auschwitz è la premessa dell’accordo con la Libia

di Stefano Galieni

Liberi per “lavori socialmente utili”. In questa maniera le autorità italiane, in primis il ministro Frattini, ha voluto definire l’accordo giunto per la scarcerazione dei circa 250 cittadini, per lo più eritrei, dal 30 giugno rinchiusi in una gabbia sotterranea nel deserto, in località Bakr, 80 km a sud di Sebah, Libia. Una storia oscena il cui finale non ha nulla a che fare con l’happy end che si vuole far digerire all’opinione pubblica. I prigionieri, erano fra i tanti intercettati in Libia perché fuggiti dal proprio paese. Molti sono ragazzi che non volevano restare a fare 10, 12 anni di servizio militare, col rischio imminente di ritrovarsi in una nuova guerra, persone scappate da una feroce dittatura a cui spetterebbe asilo politico. Fuggendo sapevano perfettamente che per il regime di Gheddafi l’asilo politico non esiste, il loro sogno era quello di raggiungere l’Europa, a qualunque costo. Un sogno che si è infranto con le procedure derivanti dal trattato di cooperazione italo-libico e con le forze dell’agenzia Frontex. Molti sono stati illegalmente respinti e riconsegnati alla Libia, in barba agli accordi internazionali che impongono di verificare in acque internazionali, se esistano i presupposti per l’accoglienza chi è profugo.

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Written by Redazione

luglio 8, 2010 at 5:41 pm

municipio IX: approvato ordine del giorno contro la violenza sulle donne

IL CONSIGLIO MUNICIPALE NELLA SEDUTA DEL 17 FEBBRAIO 2009

PREMESSO CHE

Il giorno 14 febbraio 2009, è avvenuto l’ennesimo atto di violenza sul corpo di una giovanissima donna

VISTO CHE

§ la violenza alle donne ha molte facce: le uccisioni e gli stupri sono gli aspetti più drammatici di una violenza che, per circa il 70%, si consuma all’interno delle mura domestiche;

§ la violenza sulle donne è un fenomeno che sta crescendo in modo diffuso e devastante e che ha come base una cultura che nega alle donne pari opportunità e pari diritti legittimando una concezione possessiva e consumistica della sessualità;

§ la riprova di questa cultura diffusa si ha nel fatto che solo nel 1996 è stata varata la legge contro la violenza sessuale come delitto contro la persona e non contro la morale;

§ questa situazione genera uno stato di comprensibile e legittima paura e preoccupazione fra le donne e che merita un’attenzione e un rispetto particolare affinché ciò non si traduca in una limitazione della loro libertà di vivere la città, i quartieri;

§ che, contemporaneamente, si assiste sempre più spesso ad una strumentalizzazione di singoli episodi in chiave xenofoba e razzista, che può generare una spirale di violenza e dar luogo a gravissimi episodi di intolleranza,come accaduto domenica sera ad Arco di Travertino;

§ che tutto ciò genera il rischio di creare contrapposizioni tra italiani e stranieri in cui il motivo del contendere è il corpo delle donne Leggi il seguito di questo post »

OCCUPAZIONE ACEA: TERMINA LA PROTESTA. FISSATO INCONTRO PER ALLACCIO LUCE

Si è conclusa l’occupazione della sede di AceaElectrabel in via dell’Aeronautica da parte di AS.I.A. RdB e degli inquilini di via Erminio Spalla 53. I manifestanti hanno deciso di porre fine alla protesta dopo che è stato fissato per venerdì 20 febbraio un incontro tra il presidente del Municipio
XI Andrea Catarci, Acea e la proprietà dell’immobile occupato in via Erminio Spalla 53, la Derilca srl facente capo all’immobiliarista Statuto, nel quale verranno definite le modalità e le caratteristiche dell’allaccio per la fornitura elettrica. 
 
AS.I.A. RdB

federazione rom e sinti insieme: lettera aperta al sindaco di roma

Carissimo Sindaco di Roma
una coppia di fidanzatini sono stati aggrediti da due delinquenti a Roma, un ennesimo fatto gravissimo che accade nella Capitale, e non solo, e Lei Sindaco dichiara: “Mi e’ stato riferito che i due violentatori avrebbero un accento dell’est e una carnagione scura: potrebbero essere rom”.  
Forse per Lei sindaco ogni tipo di violenza o criminalità che accade a Roma è sempre riconducibile a Rom e Sinti?
Lei sindaco annuncia che Roma potrà avere “tutti i campi nomadi regolari, stabilizzati e vivibili entro la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo”.
 
Ci chiediamo per farne cosa?
Per far vedere a cittadini che Lei ha militarizzato i campi nomadi?
ma  Lei è consapevole che finchè la scelta politica sarà il travaso dei campi nomadi non cambierà nulla, semmai si aggraverà con danno per tutti. Leggi il seguito di questo post »

Written by Redazione

febbraio 17, 2009 at 3:38 pm

la resistenza continua: gli inquilini di via pincherle manifestano sotto la prefettura

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Dalle 15, per più di  due ore, oltre cento inquilini di via Pincherle 153/169 hanno manifestato davanti a palazzo Valentini per chiedere al Prefetto di Roma di svolgere un ruolo di garanzia nella trattativa tra Regione Lazio e Area Mestre/Giacomazzi sul futuro dei 116 appartamenti messi in vendita e non optati al momento della cartolarizzazione di Fata Assicurazioni. Una delegazione di inquilini, insieme all’AS.I.A. RdB, è stata ricevuta dalla dottoressa Vaccaro, già precedentemente a conoscenza della situazione, che si è fatta carico di riferire al Prefetto dell’incontro questa sera e  si è impegnata a portare la questione di via Pincherle al tavolo sull’emergenza abitativa che si riunirà in Prefettura il 18 febbraio e ad approfondire con il comune di Roma la possibilità di costruire una sinergia istituzionale utile a portare nuovamente su un tavolo Area Mestre e Giacomazzi. 

Questo piccolo grande errore. Con Pillolissima 2009 libertà e autodeterminazione!

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img_7285Il 14 febbraio è il giorno degli innamorati: per questo ci siamo chieste se i rapporti amorosi tra giovani e meno giovani siano tutelati effettivamente con l’accesso a misure preventive e anticoncezionali. Questa notte i più grandi ospedali di Roma sono stati oggetto di un blitz-inchiesta da parte di studentesse (di alcune scuole di Roma e delle due università La Sapienza e Roma 3) e precarie. L’obiettivo è quello di tracciare una mappa di quegli ospedali in cui illegalmente si esercita l’obiezione di coscienza sulla contraccezione di emergenza. Verso le 22.00 piccoli gruppi di donne sono entrati contemporaneamente nelle sale dei pronto soccorso richiedendo la cosidetta “pillola del giorno dopo”, che deve essere assunta entro le 72 ore dal rapporto sessuale ma la cui efficacia diminuisce col passare delle ore.

I dati raccolti la scorsa notte sono i seguenti.

Il policlinico Gemelli e l’ospedale S.Pietro Fate Bene Fratelli non prescrivono la pillola. Difronte alle insistenze delle studentesse, il personale risponde che questi sono ospedali cattolici(come se si fossero dimenticati di essere convenzionati con lo stato italiano), giustificando, in questo modo, l’omissione di soccorso. Leggi il seguito di questo post »