LIBERAROMA

Roma capovolta: l’informazione dal basso…

Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Nuovamente online…

Eccoci qui. In questo spazio proveremo a sperimentare nuove idee, forme diverse di fare informazione, alternando inziative editoriali a momenti di semplice racconto. Stiamo immaginando una serie di sezioni per questo blog, e in futuro sito, che raccolgano notizie, inchieste, storie che vogliamo chiamare “metropolitane”. Anzi, iniziamo a dirlo fin da ora: chiunque avesse idee e voglia di provare a cimentarsi con i tasti della tastiera con “Libera Roma” in testa, troverà qui uno spazio aperto. Se volete scriverci, liberaroma@live.it

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aprile 13, 2011 at 4:30 pm

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Torniamo a Montecitorio per difendere la Costituzione

Da questa sera fino a tutta la giornata di domani sarà presidio continuo di fronte alla sede del Parlamento contro chi vuole mettere il bavaglio alla rete

di Vittorio Bonanni

A Berlusconi e compagni fa paura anche la rete, che, come è noto, non mette confini alla libertà d’informazione e inquieta più di un regime totalitario nel pianeta. Così nel ddl di legge sulle intercettazioni telefoniche è previsto per i blogger l’obbligo di rettifica entro 48 senza fare alcuna distinzione fra l’informazione professionale e quella amatoriale, che dovrebbe essere soggetta a ben altre regole. Così da stasera fino a tutta la giornata di domani, quando alle ore 16 questo punto sarà in discussione, davanti a Montecitorio ci sarà un presidio continuo, che non guarderà certo le lancette dell’orologio e che seguirà di poche ore quello organizzato dalla Cgil contro i tagli previsti dalla manovra finanziaria.

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luglio 28, 2010 at 5:11 pm

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Scuola e formazione versus politica economica. La conoscenza rende liberi

di Anna Maria Bruni

“La lotta è dura e non ci fa paura”. Con questo slogan è tornato ancora una volta in piazza il movimento della scuola, capitanato dal coordinamento precari, che ha voluto mettere insieme tutti i pezzi della scuola in sofferenza, insegnanti, genitori studenti, personale Ata. In pieno periodo estivo, a scuole chiuse, il comparto dell’istruzione si è ritrovato sotto Montecitorio per gridare “vergogna, a una riforma che taglia i finanziamenti alla scuola pubblica: dal sostegno al tempo pieno, dalla materna alla scuola superiore”. 120mila sono tagli previsti nella famigerata legge 133 della coppia Gemini-Tremoni. Inaccettabile. Perciò circa 300 persone del Coordinamento precari scuola, insieme a Unicobas, Flc-Cgil, Rifondazione, Comunisti italiani e Idv sono ritrovati in presidio davanti a Montecitorio. Per lo più, e sorprendentemente, venuti da ogni parte d’Italia, più numerosi del coordinamento romano.

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luglio 16, 2010 at 2:56 pm

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“Il lavoro rende liberi” i 205 eritrei. L’insegna di Auschwitz è la premessa dell’accordo con la Libia

di Stefano Galieni

Liberi per “lavori socialmente utili”. In questa maniera le autorità italiane, in primis il ministro Frattini, ha voluto definire l’accordo giunto per la scarcerazione dei circa 250 cittadini, per lo più eritrei, dal 30 giugno rinchiusi in una gabbia sotterranea nel deserto, in località Bakr, 80 km a sud di Sebah, Libia. Una storia oscena il cui finale non ha nulla a che fare con l’happy end che si vuole far digerire all’opinione pubblica. I prigionieri, erano fra i tanti intercettati in Libia perché fuggiti dal proprio paese. Molti sono ragazzi che non volevano restare a fare 10, 12 anni di servizio militare, col rischio imminente di ritrovarsi in una nuova guerra, persone scappate da una feroce dittatura a cui spetterebbe asilo politico. Fuggendo sapevano perfettamente che per il regime di Gheddafi l’asilo politico non esiste, il loro sogno era quello di raggiungere l’Europa, a qualunque costo. Un sogno che si è infranto con le procedure derivanti dal trattato di cooperazione italo-libico e con le forze dell’agenzia Frontex. Molti sono stati illegalmente respinti e riconsegnati alla Libia, in barba agli accordi internazionali che impongono di verificare in acque internazionali, se esistano i presupposti per l’accoglienza chi è profugo.

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luglio 8, 2010 at 5:41 pm

Piazza Navona, comincia la resistenza civile del XXI secolo

manifestazione contro il ddl intercettazioni- piazza Navona 1.7.2010
“Altro che privacy si difende solo il malaffare”. A Roma una grande piazza di democrazia, una bella pagina di libertà

di Stefano Corradino (articolo21.info)

I detrattori della prima e dell’ultima ora che “gufavano” contro la manifestazione sono stati decisamente zittiti. Quella del 1° luglio è stata una splendida giornata di democrazia e di libertà. Non ci interessa la conta dei presenti. Ci interessa la passione civile di quanti, ed eravamo tanti, hanno gremito Piazza Navona per gridare sopra e sotto il palco che la libertà di informazione non si tocca. E li ringraziamo tutti. A cominciare dalle tante associazioni e dai singoli che non sono potuti intervenire sul palco ma che hanno dato un contributo essenziale per la riuscita di questa giornata.

Non è stata una manifestazione corporativa, come alcuni, ci possiamo scommettere, sosterranno all’indomani. Non c’erano solo i giornalisti e i magistrati. C’erano migliaia di cittadini ogni giorno più indignati da un governo che, riducendo l’uso delle intercettazioni, vuole consentire alle tante cricche di agire indisturbate. Di acquistare e affittare attici al costo di seminterrati, di ridere e speculare sulla tragedia di un terremoto.

“Il provvedimento è “un macigno”, ha detto in apertura Franco Siddi, segretario della Federazione della Stampa che ha promosso la mobilitazione. “Farà sì che le inchieste non appariranno per anni su giornali e tv”. “Questa legge non vuole difendere la privacy o, come si è detto, le telefonate tra i fidanzatini” ha detto dal palco un applauditissimo Roberto Saviano. “Il suo unico scopo è di impedire di conoscere ciò che accade e di difendere, più che altro, la privacy del malaffare o, se vogliamo, degli affari della politica”. “L’oscuramento del diritto di cronaca e della legalità – ha affermato il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti – è l’oscuramento anche della questione sociale e della ‘macelleria sociale’ in corso con i tagli previsti dalla manovra finanziaria”.

L’aria sta cambiando e non per lo scirocco che ci introduce nella stagione estiva. Cambia perché nella stessa maggioranza di governo si levano voci pesanti di dissenso ultime delle quali quelle dei giovani del Pdl di Palermo che non hanno per nulla festeggiato la riduzione di pena inflitta a Marcello Dell’Utri dalla Corte d’Appello e che si vergognano all’idea di un senatore della Repubblica, mafioso quantomeno fino al ’92, che erge ad eroe un collega di cupola come Vittorio Mangano piuttosto che uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Non sarà una casualità se, nelle stesse ore in cui la piazza si riempiva di bandiere e striscioni il Presidente Giorgio Napolitano affermava “non mi hanno ascoltato” riferendosi alla maggioranza che vorrebbe approvare il ddl prima dell’estate. E non sarà un caso neppure se, in contemporanea con gli interventi dal palco il presidente della Camera Gianfranco Fini chiariva di non volere che nel suo partito e nel governo “ci sia nemmeno il sospetto che c’è qualcuno che si vuol far nominare ministro perché non vuole andare in tribunale”.

La piazza si svuota. In un corteo che si divide nelle strade della Capitale dipinto dal giallo dei post-it, dal viola delle t-shirt e dalle valigie blu. Ma è solo un arrivederci. E un avvertimento solenne ai governanti: anche se cercherete di approfittare dei mesi estivi e delle ferie (per quelli che se le potranno permettere in un Paese dove galoppa la disoccupazione e il precariato) perfino ad agosto ci saranno piazze gremite di gente a contestare i provvedimenti più scellerati, le leggi più incostituzionali, i tagli alla cultura e i bavagli all’informazione. “Ci siamo riappropriati della Costituzione – ha detto Stefano Rodotà dal palco – ora la piazza può influire direttamente sull’agenda politica”.

E saremo tutti davanti alla Camera il 29 luglio con voci più assordanti delle vuvuzelas per contrastare il ddl intercettazioni e chiunque vuole donne e uomini sudditi di un nuovo Sultanato piuttosto che cittadini liberi di esprimersi e di conoscere

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luglio 2, 2010 at 3:49 pm

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No alla svendita degli alloggi, moratoria degli affitti. Oggi a Roma il popolo per il diritto all’abitare

di Daniele Nalbone

Moratoria. E’ questa la parola d’ordine della manifestazione che si è svolta oggi sotto al Parlamento per dire “no” agli sfratti, agli sgomberi, all’aumento degli affitti e alla vendita degli alloggi degli enti privatizzati e delle fondazioni. Sono queste le richieste degli “inquilini resistenti” costretti, da Enasarco, Enpaia, Casse Geometri-Ragionieri-Forense-Notariato, Enpam, Enpaf, Inarcassa, a pagare i miliardi di euro persi con investimenti nei fondi ad altro rischio. «Investimenti sbagliati – spiegano dal sindacato degli inquilini (Asia) dell’Unione Sindacale di Base – per i quali nessun dirigente o amministratore è stato chiamato a rispondere ma che stanno facendo precipitare in emergenza abitativa decine di migliaia di nuclei familiari». Al governo gli “inquilini resistenti” chiedono di ratificare, in tempi brevi, una legge di riforma delle politiche abitative; di fermare la gestione immobiliarista degli Enti privatizzati, casse, fondazioni, fondi pensione, «richiamandoli alla loro funzione etico-sociale»; di approvare una moratoria, «che fermi immediatamente gli aumenti degli affitti, le dismissioni degli alloggi, il caro mutui e tutti gli sfratti, compresi quelli per “morosità incolpevole”.

In fondo, sono i numeri provenienti dal Ministero dell’Interno a delineare un paese “sotto sfratto”: nel 2009 sono stati, infatti, ben 61.484 i provvedimenti emessi (+17,58% rispetto al 2008), dei quali ben 25.968 per morosità, a fronte di appena 5.988 per finita locazione. Le richieste di esecuzione del provvedimento, invece, sono state ben 116.573, gli sfratti eseguiti 27.584 (+9,86% rispetto al 2008). Questa è la prova di come «il disagio sociale e la precarietà abitativa – spiegano da Asia Usb – stanno trasformando le città, ormai disegnate dalla speculazione immobiliare e dalla rendita, mortificando il diritto alla casa e calpestando la dignità delle persone».

Per questo il coordinamento degli inquilini degli enti ha inviato due lettere aperte, una indirizzata ai ministri Sacconi (Lavoro e Politiche Sociali), Matteoli (Infrastrutture) e Tremonti (Finanze), l’altra ai Presidenti e ai Capigruppo delle Commissioni competenti della Camera e della Bicamerale di controllo sugli enti di gestione. «Chiediamo – vi si legge – di rivedere la politica della casa e di fermare l’arroganza degli Enti privatizzati». Per scongiurare le conseguenze di questa vera e propria emergenza abitativa e sociale, «è indispensabile assicurare una serie di interventi»: in primis la tutela di tutti gli inquilini che non possono comprare, realizzando forme di “housing sociale” sul patrimonio immobiliare, già esistente, degli Enti allo scopo di portare avanti una politica calmieratrice dei prezzi finalizzata alla salvaguardia delle fasce sociali più deboli e di quelle del ceto medio, impedendo nuove inutili cementificazioni. La soluzione? «Acquisizione degli alloggi da parte di Istituzioni pubbliche – spiegano da Asia Usb – con garanzie sul canone di locazione, oltre l’attivazione dei fondi regionali a tassi agevolati (1%) in caso di acquisto». E intanto, in attesa di soluzioni all’emergenza, la richiesta è di una moratoria di tutte le procedure riguardanti sia le dismissioni dei patrimoni immobiliari che degli aumenti degli affitti e degli sfratti in corso, «nonché provvedere all’attivazione di un tavolo interisituzionale, con la presenza degli Enti Locali, dei Prefetti, degli Enti privatizzati, dei sindacati e dei comitati degli inquilini».

30/06/2010 (Liberazione)

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giugno 30, 2010 at 5:11 pm

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Sciopero Cgil e sindacati di base. Un milione in piazza

manifestazione Cgil Usb 25 giugno 2010
– Roma, 25 giu. – Oltre un milione di ‘soliti noti’, fatti di lavoratori e cittadini, sono scesi in piazza oggi per protestare contro una manovra economica ‘ingiusta, iniqua e depressiva’. Questo il bilancio dello sciopero generale indetto dalla Cgil (di almeno quattro ore per i settori privati e per l’intera giornata per il settore pubblico) contro la manovra economica e caratterizzato dalle parole d’ordine ‘Tutto sulle nostre spalle’ al termine della giornata di mobilitazione. “Un dato oltre le aspettative che dimostra come il nostro non sia rassegnato”, cosi’ ha commentato il dato di partecipazione, nelle centinaia di manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia oggi, la vice segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, che ha parlato anche di ‘adesioni massicce’ allo sciopero e di uno ‘straordinario’ successo della mobilitazione.

“Straordinaria” la partecipazione dei lavoratori alle manifestazioni che sono svolte in tutta Italia, ad Fanno di Liguria (esclusa la provincia di La Spezia), Toscana e Piemonte che effettueranno lo sciopero e le manifestazioni il 2 luglio.

A Bologna si sono contate 100mila persone, mentre a Milano cosi’ come a Napoli erano in 70 mila i manifestanti. Oltre 40 mila le presenze al corteo di Roma, 25 mila a Palermo e 20mila a L’Aquila. Ancora, 10mila a Trieste, a Cagliari e a Bari, 5mila a La Spezia. Importante inoltre la partecipazione dei lavoratori alle diverse manifestazioni che su, tutto il territorio nazionale si sono svolte a carattere provinciale: nel solo Veneto, infatti, la CGIL ha portato nelle diverse piazze circa 80 mila lavoratori. In Calabria si e’ registrata una partecipazione di oltre 10mila presenze alle diverse manifestazioni che si sono tenute nelle province e nei territori della regione, con una presenza importante a Cosenza e Reggio Calabria.

Straordinaria anche la partecipazione degli studenti (Udu, Link, Rete e Uds) alle manifestazioni di oggi, In migliaia hanno partecipato, nonostante il periodo di chiusura delle scuole e di sessioni di esame, alle manifestazioni per protestare contro gli effetti della manovra sulla qualita’ della scuola e dell’universita’ pubblica. “Molto alte” su tutto il territorio nazionale le adesioni allo sciopero nel settore dei trasporti. Solo a Fiumicino si sono contati circa 86 voli annullati, al netto delle cancellazioni e riprogrammazioni da parte delle compagnie. La Filt Cgil ha fatto inoltre sapere che sono state alte anche le adesioni nel trasporto pubblico locale, a Roma con la linea A della metropolitana chiusa e con circa il 50% dei bus che non hanno circolato. Anche a Napoli ferma la linea della metropolitana, stop al 50% dei bus e sono ferme le attivita’ al porto.

Riflessi dello sciopero anche a Milano. Lo stop prosegue nel trasporto pubblico locale nel pomeriggio in altre citta’. Una protesta, quella del sindacato, per puntare il dito contro una correzione di bilancio che pesa sulle spalle dei ‘soliti noti’, lavoratori pubblici e privati, e che nulla chiede a chi invece dovrebbe e potrebbe dare un contributo. Ma e’ soprattutto una manovra ‘sbagliata’ perche’ riduce la crescita e non rilancia l’occupazione e l’economia. La Cgil con oggi chiede al governo una strategia per la crescita – il ‘Piano per il lavoro’ – che passi attraverso politiche per l’industria e l’occupazione; interventi a sostegno dei redditi dei lavoratori e dei pensionati e misure per i giovani, tra i piu’ colpiti dalla crisi; di rivedere i tagli alle Regioni e ai Comuni che porteranno alla diminuzione dei servizi e ad aumentare le tasse locali. Ma non si e’ protestato solo contro la manovra. Nelle piazze d’Italia si e’ manifestato anche contro la contro riforma dei diritti del lavoratori perseguita dal governo, con al centro il collegato lavoro, e anche contro la legge sulle intercettazioni: la Cgil sara’ infatti al fianco della Fnsi nella manifestazione del primo luglio indetta dal sindacato dei giornalisti contro il ddl del governo.

Da Bologna la vice segretaria generale, con funzioni vicarie, Susanna Camusso, dal palco di Piazza Maggiore, davanti ad una folla di 100mila persone giunte dai due cortei, ha rivendicato equita’ per una manovra necessaria. “Questa manovra va cambiata perche’ la pagano solo i lavoratori, gli enti locali e i cittadini” mentre al contrario “bisogna chiedere a chi piu’ ha di contribuire in base alle proprie risorse”. Secondo Camusso c’e’ bisogno di una manovra che non sia depressiva ma che guardi all’ occupazione e alla possibilita’ di rilanciare l’economia” e che sia “equa” e che “guardi al futuro”. E a chi le riportava le parole di esponenti del governo, e non solo, di una ‘Cgil isolata’, Camusso concisa e efficace ha risposto: “Basterebbe guardarsi intorno…” indicando la massiccia partecipazione alla manifestazione di Bologna.(Agi)

Written by Redazione

giugno 25, 2010 at 4:57 pm

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